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La vettura elettrosolare "Elettropoli"

Con l’Anno Europeo dell’Ambiente (1987) si stava diffondendo in Italia un grande interesse per le tecnologie pulite, in particolare nelle grandi città come Milano.
In tale contesto, la rivista Quattroruote organizzò il Gran Premio 4E (Energia solare Elettricità Ecologia Europa), una gara di velocità in circuito per veicoli elettrici e prototipi a energia solare. Oltre all’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi del traffico in città, sulle sue conseguenze e sulle possibili alternative ecologiche introducendo una nuova visione di sport motoristico alternativo, silenzioso, pulito ma comunque spettacolare, il Gran Premio 4E voleva dare un contributo alla promozione della ricerca nel campo dell’auto elettrica, con particolare enfasi alle possibilità e ai limiti dell’utilizzo dei pannelli solari fotovoltaici. Visto il successo della prima edizione Milanese del 1988, l’esperienza ecologica del Gran Premio 4E venne ripetuta negli anni successivi con gare a Torino, Roma e Bologna.
La partecipazione del Politecnico di Milano al Gran Premio 4E fu in primo luogo dovuta all’attenzione che docenti e ricercatori del Dipartimento di Elettrotecnica del Politecnico di Milano avevano costantemente rivolto negli anni alla realizzazione di mezzi e sistemi a trazione elettrica con risultati spesso in anticipo sui tempi: nel dettaglio, lo sviluppo delle basi teoriche e sperimentali del primo carrello italiano azionato da un motore lineare a induzione (1965), lo studio di un prototipo di azionamento per piccoli veicoli urbani con motori a corrente continua o alternata (1972) e la partecipazione alla progettazione della prima locomotiva e della prima motrice metropolitana con azionamenti a inverter e motori asincroni trifasi.
La progettazione e la realizzazione di una vettura solare richiedeva quindi conoscenze già largamente acquisite. La novità del Progetto Elettropoli stava nel tentativo di ottimizzare il veicolo ricercando soluzioni innovative che potessero fare la differenza in campo agonistico e al contempo di rinforzare il legame tra Milano e il “suo” Politecnico che voleva tornare a essere protagonista di un ambito più vasto di quello strettamente accademico e industriale, in qualità di fulcro dell’innovazione e motore di trasformazione di una città moderna e a misura di cittadino.
La progettazione della vettura, così come di altro modello ‘Eliopoli’, è dovuta al prof. Sergio Crepaz del Dipartimento di Elettrotecnica, in collaborazione con l’AEM di Milano.
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