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Liliana Grassi e lo 'spedale dei poveri'

Liliana Grassi nacque a Milano il 1° aprile 1923. Compì gli studi superiori presso un istituto magistrale, conseguendo poi la maturità artistica che le consentì di iscriversi al corso di laurea in architettura del Politecnico. Si laureò nel 1947, discutendo una tesi in progettazione architettonica. A partire dallo stesso anno cominciò la sua carriera accademica, prima come assistente, poi come libera docente e, infine, dal 1960, come professore in restauro dei monumenti alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Nel 1972, in seguito a forti divergenze maturate già da alcuni anni, in piena contestazione studentesca, chiese il trasferimento presso la facoltà di ingegneria dello stesso Politecnico come professore di tecnica del restauro, cattedra che conservò fino al 1985. Contemporaneamente le fu assegnata la direzione dell'istituto di disegno generale, impegno che mantenne per un decennio.
Parallelamente all'attività universitaria, la Grassi si dedicò con analogo impegno alla professione di architetto e restauratore. Tappa fondamentale per la sua carriera e per l'orientamento delle sue ricerche future fu il restauro dell'ospedale Maggiore di Milano di Antonio Averlino, detto il Filarete, e il successivo adattamento a nuova sede dell'Università degli studi di Milano, opera che rappresentò il punto più alto della sua attività. I lavori di restauro ebbero inizio nell'immediato dopoguerra sotto la direzione di A. Annoni; Liliana Grassi entrò a far parte del gruppo di progetto nel 1949 e ne divenne l'unica responsabile nel decennio successivo, fino al completamento del restauro nel 1984. Nei criteri metodologici dell'intervento non si rilevano novità sostanziali, ma un sapiente utilizzo di metodologie diverse, quali opere di liberazione, conservazione, anastilosi, mantenimento a rudere e infine integrazione in forme moderne nelle parti irrecuperabili e in quelle in cui prevalsero le esigenze funzionali della nuova struttura.
All’attività di restauro Liliana Grassi affiancò numerosi incarichi professionali e una vasta attività di studiosa. Vanno tra l'altro ricordate le riflessioni teoriche sul restauro.
La Grassi morì a Milano il 10 agosto 1985.
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