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ARCHITETTURA QUANTICA 1

È arrivato il momento di creare un’Architettura quantica che basi le sue fondamenta scientifiche sulla Fisica Quantistica e quindi sull’evoluzione spontanea dei linguaggi: dove incida la realtà, il genius loci, il sociale, il fruitore, l’osservatore e dove il tempo non sia lineare…
L’Architettura e il salto quantico
Le discipline scientifiche e filosofiche hanno avviato negli ultimi anni un processo di revisione epistemologico. Anche l’Architettura dovrebbe fare una riflessione su se stessa, con una modalità che vada oltre quella prettamente linguistico–filosofica autoreferenziale, alla quale ci hanno abituato i critici contemporanei tra i quali J. Derrida (Derrida, 2008), ma con una modalità nuova, attraverso l’osservazione di un terzo soggetto. Quello che sta accadendo al progetto d’Architettura è paragonabile a quello che è successo al paradigma della Fisica classica negli ultimi decenni. Entrambe le discipline hanno subito un salto quantico. Si è verificata l’entrata in gioco nell’ipotetico tavolo da biliardo (con relative palline e birilli), dell’osservatore, ovvero di colui che osservando influenza il progetto. La lettura dell’evento architettonico in ottica quantistica prevede la presenza di un terzo attore, “l’osservatore” che influenza con l’osservazione l’evento architettonico. Gli attori dell’“evento architettonico” sono sempre stati il “progettista” e il “committente” (fruitore).
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